Conferenza Internazionale di Partiti e Organizzazioni Marxisti-Leninisti

PROLETARI DI TUTTI I PAESI, UNITEVI!

Declaración de la Regional Latinoamericana y del Caribe de la CIPOML

Es falso  que la crisis actual del capitalismo-imperialismo  sea pasajera y esté en recuperación definitiva, como pregonan los personeros del imperialismo, por el contrario ésta se extiende y profundiza en  todas las economías de los países del planeta. Golpea fuertemente el sector productivo, financiero y comercial. Pero, principalmente, atenta contra la vida de los trabajadores de todos los continentes, contra los pueblos y los países dependientes; sus efectos más dramáticos se expresan en decenas de millones de trabajadores despedidos, en la disminución de los salarios y el recorte de los beneficios sociales.

Leggi tutto...

 

Comunicato di Partiti e Organizzazioni Marxisti-Leninisti eu

In Europa e nel mondo i lavoratori, i giovani, i popoli si rifiutano di pagare la crisi del sistema capitalista

La crisi del sistema capitalista mondiale si prolunga, gettando milioni di lavoratori in mezzo alla strada, nella miseria. Tutte le masse popolari, operai, lavoratori e lavoratrici delle città e della campagna, contadini piccoli e medi, artigiani, impiegati, attivi o disoccupati, giovani o pensionati… sono taglieggiate da un pugno di ricchi, sempre più ricchi, dall’oligarchia finanziaria, le sue banche ed i suoi monopoli. In tutti i paesi capitalisti, sviluppati o emergenti, nei paesi imperialisti e nei paesi dominati dall’imperialismo, l’oligarchia vuol fare pagare la sua crisi alla classe operaia, alle masse lavoratrici, agli strati popolari ed ai popoli: undici milioni di miliardari nel mondo si arricchiscono sempre più alle spalle di miliardi di uomini. Mai come oggi le ricchiezze prodotte sono state così grandi;  mai come oggi tante donne ed uomini sono stati privati del minimo vitale, mai come oggi questa ricchezza è stata così concentrata nelle mani di una classe parassitaria, la classe borghese, la classe dei possessori del capitale.
Dopo aver preteso degli Stati al suo servizio esclusivo, che mobilitano centinaia di miliardi di dollari, di euro, di yen … per salvare le sue banche e le sue istituzioni finanziarie, l’oligarchia finanziaria esige ora il pagamento dei debiti pubblici e dei loro interessi. La sua parola d’ordine è: dagli ai deficit pubblici, che essa stessa ha creato.

Leggi tutto...

 

Solidaridad con los trabajadores y el pueblo de Grecia

No pagaremos la crisis y las deudas del capital

La clase obrera y el pueblo de Grecia son el blanco de un ataque conjunto de los bancos, la UE y el FMI, que tratan de imponer un retroceso social de gran amplitud para hacerles pagar las deudas de los  capitalistas.
Disminución drástica de los salarios y de las jubilaciones, aumento de los impuestos, liquidación del sistema de protección social, incrementar las privatizaciones…se trata de una austeridad demencial que la burguesía internacional quiere imponer al pueblo griego. El gobierno social-liberal se ha plegado totalmente.

Leggi tutto...

 

DICHIARAZIONE COMUNISTA AI LAVORATORI E AI POPOLI DEL MONDO

 Fino a quando esisteranno esseri umani che sfruttano altri esseri umani, fino a quando il capitalismo distruggerà la vita umana sulla terra, vi sarà lotta!

Fino a quando gli imperialisti e la borghesia opprimeranno le nazioni deboli e i popoli indifesi, vi sarà lotta!

Fino a quando i lavoratori e i popoli del mondo aspireranno a cambiare  l’attuale società, a trasformarla a loro beneficio, e fino a quando saranno pronti, per questo, a vivere o morire, vi sarà lotta!

«La storia di ogni società sinora esistita è storia di lotte di classi» (Manifesto del Partito Comunista).

Contrariamente alle pretese conciliatrici dei capitalisti, secondo i quali i lavoratori e i padroni hanno gli stessi interessi, noi riaffermiamo con decisione la tesi marxista che la lotta di classe, nelle società divise in classi, è la forza motrice della storia.

La lotta di classe non avrà fine sin quando non saranno stati raggiunti i più alti e generali obbiettivi che i lavoratori e i popoli si sono posti: costruire, sulle rovine del capitalismo, il nuovo mondo del socialismo e del comunismo.

Negli ultimi anni il movimento comunista e operaio ha subìto alcuni duri colpi. Il processo di restaurazione del capitalismo, generalizzatosi a partire dal XX Congresso del Partito Comunista dell’Unione Sovietica, e culminato con gli avvenimenti dell’Europa dell’Est, della ex Urss, e col tradimento dell’Albania, fa parte dell’azione dell’imperialismo, delle forze reazionarie, revisioniste, filocapitaliste. I limiti storici, l’inesperienza, il mancato sviluppo della teoria, la sottovalutazione delle contraddizioni interne della società socialista, la burocratizzazione e l’isolamento del partito comunista dalle masse, non hanno permesso ai comunisti, alle classi lavoratrici e ai popoli di difendere le loro conquiste e di evitare la restaurazione del capitalismo. Non siamo riusciti a impedire la nascita di una nuova classe borghese che, mascherandosi come «socialista», si è impadronita del potere e ha distrutto il socialismo. Ma questi duri colpi, queste sconfitte, non significano la fine della storia.

Dopo l’ultimo e generale assalto dell’imperialismo e del capitalismo (che pretendono di averla fatta finita per sempre col marxismo-leninismo, col  socialismo scientifico, con la rivoluzione proletaria e l’antimperialismo), siamo di nuovo presenti in tutti i continenti. Noi comunisti risorgiamo in ogni sciopero operaio, in ogni mobilitazione popolare, in ogni lotta della classe operaia e dei popoli per la libertà e la democrazia, in ogni rivolta giovanile, in ogni movimento guerrigliero. Ci riorganizziamo, ci uniamo, traiamo lezione da quanto è accaduto, e continuiamo la nostra marcia in avanti.

Finché non avremo compiuto la nostra missione storica, non verremo meno al nostro impegno.

Siamo milioni di esseri umani in lotta. Noi lavoratori continueremo ad essere i fondamentali produttori di tutta la ricchezza, dovunque e nelle più varie condizioni di sviluppo dei mezzi di produzione. Nulla, in definitiva, cambierà finché altri vivranno del nostro sudore, finché non saremo riusciti a trasformare la società esistente in un’altra società, di tipo superiore.

Quale innovazione, quale rivoluzione tecnico-scientifica, può modificare il  fatto che siamo l’asse principale dell’attuale società? Tutti i progressi scientifici e tecnologici non cambiano assolutamente la natura del proletariato, né il fatto che i mezzi di produzione continuano ad essere nelle mani dei capitalisti. La ricchezza creata dal nostro lavoro è stata e continua ad essere la base materiale di ogni sviluppo tecnico e scientifico.

La lotta di classe non può essere eliminata, e non scomparirà finché esiste la proprietà privata dei mezzi di produzione. Dobbiamo, tuttavia, tener conto di questi progressi tecnici e scientifici, imparare a dominarli, e utilizzarli a beneficio del popolo e della rivoluzione.

«Il movimento proletario è il movimento indipendente dell’enorme maggioranza nell’interesse dell’enorme maggioranza. I proletari non hanno nulla di proprio da salvaguardare; essi hanno soltanto da distruggere tutte le sicurezze private e le guarentigie private finora esistite» (Manifesto del Partito Comunista).

Nessun’altra classe o strato sociale attuale può assolvere questo compito. Esso è il compito del proletariato, che è la classe più rivoluzionaria della società, dotata del più elevato spirito pratico, capace di unire e di dirigere, nella lotta contro il capitale, altre classi e altri strati sociali sfruttati.

Siamo presenti e attivi nell’epoca contemporanea. La classe operaia e i  popoli non hanno cessato per un solo istante di lottare per i propri obbiettivi. Nulla di essenziale è cambiato nella nostra epoca, da quando Lenin l’ha definita. Essa continua ad essere l’epoca dell’imperialismo e delle rivoluzioni proletarie. Tutti i fatti accaduti dopo la Rivoluzione d’Ottobre del 1917 - la seconda guerra mondiale, la sconfitta del fascismo, la liberazione dei paesi coloniali, la rivoluzione cinese, la rivoluzione vietnamita, ecc, i progressi realizzati durante la costruzione del socialismo, la recente offensiva imperialista e l’attuale realtà della lotta dei popoli - confermano le tesi leniniste sull’epoca nella quale viviamo. Le contraddizioni fondamentali sono rimaste le stesse!

Imperialisti e borghesi sferrano violenti attacchi contro il marxismo-leninismo e ne proclamano la morte. Noi domandiamo: se questa teoria è diventata inservibile, perché la attaccano così furiosamente? Perché sanno, in realtà, che essa è viva e attuale. Il marxismo-leninismo si basa sullo sviluppo continuo della conoscenza scientifica, sull’esperienza dello sviluppo sociale e sul pensiero umano progressista. È una teoria rivoluzionaria che rappresenta gli interessi storici del proletariato e di tutta l’umanità; esso avanza in maniera dialettica, supera ostacoli e genera il nuovo. Noi marxisti-leninisti siamo consapevoli di alcune nostre debolezze per quanto riguarda la comprensione, l’applicazione e lo sviluppo del marxismo-leninismo: sono nostri limiti, che supereremo. L’esperienza storica ha dimostrato la validità, l’attualità, la vitalità del marxismo-leninismo. Se esistono delle ideologie decrepite e obsolete, delle teorie che appartengono al passato, esse sono quelle della borghesia. Il marxismo-leninismo è il presente e l’avvenire.

«Ci vuole forse una profonda perspicacia per comprendere che, cambiando le condizioni di vita degli uomini, i loro rapporti sociali, la loro esistenza sociale, cambiano anche le loro concezioni, i loro modi di vedere e le loro idee, in una parola, cambia anche la loro coscienza?

Si parla di idee che rivoluzionano tutta una società; con ciò si esprime soltanto il fatto che in seno alla vecchia società si sono formati gli elementi di una società nuova, che con la dissoluzione dei vecchi rapporti di esistenza procede di pari passo il dissolvimento delle vecchie idee» (Manifesto del Partito Comunista).

In coerenza con i loro interessi di classe, i revisionisti e gli opportunisti di tutte le specie deformano questi enunciati del Manifesto Comunista e ne traggono conclusioni anticomuniste; vogliono conservare le loro posizioni di «grandi dirigenti» e i loro privilegi; vogliono manipolare il movimento operaio e impedire che i lavoratori prendano nelle proprie mani il loro destino: servono, in tal modo, la borghesia e arrecano un grave danno alla classe operaia. Al contrario, noi comunisti lottiamo contro queste deviazioni, respingiamo questi servi della borghesia e aiutiamo la classe operaia a contare sulle proprie forze e ad avanzare.

Il revisionismo rappresenta un pericolo per il processo rivoluzionario, per il Partito Comunista e per la costruzione del socialismo. È assolutamente necessario combattere il revisionismo di ogni specie, e su tutti i terreni. Esso è un pericolo contro il quale non è possibile cessare o indebolire la lotta.

Discutere queste questioni, prendere posizione su di esse, stabilire che cosa occorre fare adesso, è l’inevitabile, necessaria ed urgente lotta ideologica da condurre all’interno del campo rivoluzionario, altrettanto  necessaria dell’offensiva ideologica rivoluzionaria per battere l’attacco della reazione. Nessun comunista, nessun partito di avanguardia della rivoluzione può temere questi confronti di concezioni e di idee. Dobbiamo aprire il dibattito, dobbiamo mettere a confronto idee, analisi, esperienze, lezioni, ragionamenti, per giungere a delle conclusioni che ci permettano di avanzare. I fatti sono testardi, diceva Lenin, e la testardaggine dei fatti ci obbliga ad essere leninisti.

Abbiamo creato i nostri partiti nel fuoco della lotta contro il revisionismo e l’opportunismo, i quali, con la loro degenerazione e il loro tradimento politico, sono stati i principali responsabili dei danni causati al movimento comunista e operaio internazionale.

I partiti comunisti sono strumenti indispensabili per ORGANIZZARE la rivoluzione in ciascuno dei nostri paesi. Come Conferenza Internazionale dei Partiti e Organizzazioni Marxisti-Leninisti, rappresentiamo, tutti insieme, la reale alternativa per la classe operaia e per i popoli. La fiamma della rivoluzione proletaria e la speranza dei popoli sono nelle mani dei comunisti.

«I comunisti lottano per raggiungere gli scopi e gli interessi immediati della classe operaia, ma nel movimento presente rappresentano in pari tempo l’avvenire del movimento stesso» (Manifesto del Partito Comunista).

Noi pensiamo che le masse popolari siano e debbano essere sempre e in ogni campo le protagoniste della storia. Solo quando i partiti comunisti si sono burocratizzati, sono degenerati ideologicamente e hanno perduto il loro carattere di avanguardia rivoluzionaria al servizio della classe operaia e dei popoli, le masse hanno voltato loro le spalle. I proletari e i comunisti, i lavoratori e i popoli non debbono mai rompere i legami che li uniscono. Noi comunisti lottiamo insieme alla classe operaia e ai popoli per i loro interessi; con loro dobbiamo e possiamo conquistare il potere; con loro dobbiamo costruire le varie forme di democrazia popolare, la dittatura del proletariato, lo Stato socialista, costruire il socialismo e procedere oltre.

L’imperialismo è stato, e sempre sarà, fonte di guerre di aggressione e di rapina. Negli ultimi tempi, l’Irak, la Somalia, Panama, lo Yemen, il Ruanda, l’ex Jugoslavia, l’ex Unione Sovietica, Haiti, ecc., sono stati teatri di guerre di aggressione, di guerre razziste, reazionarie. Noi denunciamo il vero carattere di queste guerre. È necessario organizzare e sostenere la mobilitazione popolare contro questa politica imperialista di guerra. I lavoratori, i popoli, i comunisti saranno alla testa di questa lotta.

La rivoluzione esige l’unità e l’azione della classe operaia e dei popoli. Noi comunisti dobbiamo esserne gli artefici. L’unità è una concezione e una pratica che deve svilupparsi. Le alleanze sono necessarie. Per crearle dobbiamo, anzitutto, contare sulle nostre forze, unirci con altre forze, praticare la politica delle alleanze con obbiettivi rivoluzionari. Potremo concludere dei compromessi che non comportino concessioni di principio. Questi compromessi non debbono mai farci dimenticare che la lotta di classe continua.

Lottiamo per la rivoluzione. Rivendichiamo la violenza rivoluzionaria dei popoli come la via per la conquista del potere. Per questo è necessario che noi impariamo ad avvalerci di tutte le forme di lotta.

Riaffermiamo la nostra decisione di mantenere alta la bandiera del marxismo-leninismo, di lottare per la sua applicazione, di trasformare i nostri partiti e organizzazioni in un’alternativa politica, sociale e organizzativa su scala nazionale e internazionale. I nostri partiti e organizzazioni riaffermano la loro decisione di lottare insieme alla classe operaia e ai popoli, insieme ai democratici, ai patrioti e ai progressisti, per contrapporre al dominio capitalistico la lotta per la rivoluzione sociale del proletariato.

Manteniamo vivo lo spirito della Comune di Parigi, della Rivoluzione d’Ottobre, di tutti i processi e le esperienze rivoluzionarie, basandoci sui princîpi elaborati da Marx, Engels, Lenin e Stalin:

«I comunisti sdegnano di nascondere le loro opinioni e le loro intenzioni. Essi dichiarano apertamente che i loro scopi non possono essere raggiunti che con l’abbattimento violento di ogni ordinamento sociale esistente. Tremino pure le classi dominanti davanti a una rivoluzione comunista. I proletari non hanno nulla da perdere in essa fuorché le loro catene. E hanno un mondo da guadagnare».

Proletari e popoli del mondo: la lotta continua. Dinanzi alla nuova ondata di lotte rivoluzionarie che si avvicina, i comunisti, i lavoratori e i popoli debbono esserne i protagonisti. Trasformiamo in fatti la consegna storica di Marx ed Engels:

Proletari di tutti i paesi, unitevi!

Quito (Ecuador), agosto 1994.

 

Leggi tutto...

 

Sobre la grave tensión entre Colombia Y Venezuela

La agresión del imperialismo estadounidense y el peligro de guerra crecen en Latinoamérica. Favorecidos, entre otros factores, por la grave crisis económica actual, la pérdida de sus posiciones ante la presencia de otros imperialismos en la región, la agresión y las guerras como una forma de solución a las crisis económicas. Esta política dirigida desde la Casa Blanca, se hace evidente a través del golpe de Estado en Honduras, el despliegue de la IV flota en los mares de Sudamérica y el aumento del personal militar y de mercenarios, junto al establecimiento de 7 nuevas bases militares en Colombia.

Leggi tutto...

 

Declaración sobre el Paro Nacional en México

La crisis del capitalismo-imperialismo  que afecta al mundo, y que la oligarquía financiera y sus gobiernos quieren descargar sobre la clase obrera y los pueblos; y que no conformes con eso están emprendiendo una abierta política terrorista contra los movimientos democráticos  y revolucionarios, hoy frente a este escenario  el pueblo organizado de México, desarrolla una  lucha contra el régimen de derecha de Felipe Calderón, quien fiel a las políticas del imperialismo  y la gran  burguesía local, ha venido entregando la soberanía nacional, desarrollando un proceso de fascistización y descargando el peso de la crisis económica sobre las masas trabajadoras mexicanas.

Leggi tutto...

 

¡Contra la barbarie del Estado fascista de Israel! ¡Solidaridad con el pueblo palestino!

CONFERENCIA INTERNACIONAL DE PARTIDOS Y ORGANIZACIONES MARXISTA – LENINISTAS (CIPOML).

La brutal agresión llevada a cabo por el ejército nazisionista contra la llamada «flota de la libertad», merece la condena y repulsa sin paliativos, la denuncia y rechazo general. El Estado de Israel que lleva a cabo un genocidio sistematizado de la población palestina, ante el silencio cómplice de las mal llamadas democracias, somete a la hambruna a la población de Gaza y evita que llegue a esa sufrida población (más de un millón y medio de habitantes en una franja de 40 kilómetros de largo por 6 de ancho)cualquier tipo de ayuda humanitaria, alimentos, medicamentos, material para reconstruir las destruidas viviendas por los bombardeos Israelíes, material escolar, etc., etc.

Leggi tutto...

 

PER UN 1° MAGGIO DI LOTTA E DI UNITA' IN TUTTI I PAESI!

Lavoratrici e lavoratori di tutto il mondo!

Dopo tre anni di profonda crisi economica, fenomeno inevitabile del modo di produzione capitalista, celebriamo il 1° Maggio in una situazione caratterizzata dalla crescita della disoccupazione, dall’aumento dello sfruttamento, dalla diminuzione dei salari, dalla miseria dilagante e dalla fame. 
L’offensiva reazionaria del capitale va assumendo forme più acute. Allo scopo di proteggere gli interessi dei monopoli capitalistici e riversare tutto il peso della crisi sulle spalle dei lavoratori, si apre la strada ai licenziamenti di massa e alle “riforme” antisociali, sono attaccati i contratti di lavoro, si impone l’autoritarismo antioperaio per spingere il valore del lavoro al limite più basso e aumentare il potere dei padroni. 
La borghesia va all’assalto per demolire le conquiste economiche e politiche, i diritti  ottenuti dalla classe operaia con decenni di dure lotte. Dopo aver sovvenzionato banche e grandi imprese con enormi quantità di denaro pubblico ora si risana il debito degli stati tagliando le pensioni, smantellando i servizi sociali, aumentando l’oppressione fiscale delle masse.
Di conseguenza le condizioni sociali della maggioranza dei lavoratori peggiorano costantemente, mentre gli strati più alti della società continuano a vivere nel lusso e nello spreco. Se i giornali borghesi parlano di ripresa è solo per i grandi azionisti che si spartiscono lauti dividendi, non certo per gli operai.
Mentre si accentuano le contraddizioni e gli squilibri propri dell'economia capitalista, osserviamo l’aggravarsi dei contrasti fra i monopoli e gli stati imperialisti per difendere i mercati di sbocco e le zone di influenza, per impadronirsi delle materie prime e sbaragliare i propri concorrenti.
Va avanti l'escalation aggressiva della decadente superpotenza USA. Vediamo l'intensificazione della guerra di rapina in Afghanistan e in Pakistan, le minacce a Cuba, alla R. P. D. di Corea, al Venezuela, i golpe in Honduras e in Africa, il sostegno alla criminale politica sionista, l’occupazione militare di Haiti, la preparazione dell'aggressione all'Iran, l'installazione di basi militari in Colombia, le minacce contro le forze progressiste e rivoluzionarie in ogni continente.
Allo stesso tempo si accrescono i contrasti con le altre potenze capitaliste, in particolare la Cina e la Russia, e si rafforzano le tendenze proprie dell’imperialismo che porteranno a nuove guerre. Dietro i sorrisi e  la maschera “pacifista” si sviluppa una nuova corsa agli armamenti (come lo “scudo antimissili” che gli USA vogliono installare in Europa), il cui peso ricadrà come sempre sui lavoratori e sui popoli.
Tutti i tentativi della borghesia di superare artificialmente la crisi economica, di sanare le piaghe sociali, ambientali, morali, dell’attuale modo di produzione si sono rivelati inutili. In questa situazione si intensifica la lotta fra capitale e lavoro. Sottoposto a un feroce attacco il proletariato non vuole tornare indietro e non può  stare fermo. I suoi interessi di classe lo portano a lottare in modo organizzato contro la classe dominante.
In Europa, in Asia, nel continente americano prosegue e si rafforza la lotta della classe operaia, che si rifiuta di pagare la crisi dei capitalisti e ricomincia a fare affidamento sulla propria enorme forza. In modo particolare si sviluppa la lotta dei giovani operai, precari e super-sfruttati, dei lavoratori immigrati senza diritti, dei disoccupati senza indennità, dei milioni di sfruttati che a stento arrivano alla fine del mese. Al loro  fianco si mobilitano i contadini poveri e gli altri strati popolari oppressi dalle politiche dei monopoli.
Anche i popoli e i paesi oppressi si schierano con le loro legittime rivendicazioni sempre più apertamente contro il dominio imposto dal capitale finanziario. Essi si inseriscono nel fronte mondiale del movimento rivoluzionario contro il comune nemico: l’imperialismo.
Lo spirito di rivolta cresce e si accumulano gli elementi che porteranno alle future esplosioni rivoluzionarie negli anelli più deboli della catena imperialista.
Di fronte alla crescita e all’avanzata del proletariato e dei popoli la borghesia cerca una via di uscita con la reazione politica e la repressione più brutale. I capitalisti e i loro governi  indeboliscono e aggrediscono le organizzazioni di massa nei quali i lavoratori si uniscono e lottano, spargono a piene mani il veleno del razzismo e della xenofobia per incrementare la concorrenza fra lavoratori, mobilitano in senso reazionario le loro riserve piccolo-borghesi, utilizzano l'arma terrorista del fascismo contro il movimento operaio e sindacale, perseguitano i dirigenti delle lotte operaie e popolari. Dentro questo disegno reazionario si colloca il tentativo di mettere nell'illegalità le forze comuniste e di proibire i simboli della liberazione dei lavoratori.                                                                                                                    
Questa situazione pone ai lavoratori di tutti i paesi l’esigenza di organizzare un ampio fronte unico di lotta, contro l’offensiva del capitalismo, la reazione politica e i pericoli di guerra, per accelerare la fine ineluttabile del sistema di sfruttamento capitalista.
E' necessario che i lavoratori sviluppino in ogni paese una politica di unità contro il capitale per bloccare i licenziamenti, contro la flessibilità e il precariato; per impedire la soppressione dei diritti e delle conquiste sociali, per il rispetto e lo sviluppo della contrattazione collettiva; per dire no al pagamento del debito estero e le privatizzazioni; per rivendicare la riduzione della giornata lavorativa e due giorni di riposo settimanale senza diminuzione di salario; per un salario minimo dignitoso e indennità che coprano le necessità basilari dei disoccupati; contro le spese militari, per servizi pubblici, sanità e istruzione gratuite e fruibili dalle larghe masse; per la regolarizzazione dei “sans papier”; per il ritiro delle truppe dai paesi occupati.
Con la sua unità e la massiccia partecipazione alla lotta la classe operaia è in grado di spezzare il fronte del capitale, di respingere gli attacchi della borghesia e di far pagare le conseguenze della crisi ai capitalisti, ai ricchi, ai parassiti, aprendo la via alla trasformazione rivoluzionaria dell'intera società. 
L’ostacolo principale che si oppone alla costituzione del fronte unico è la politica di collaborazione e conciliazione di classe seguita dai partiti socialdemocratici e riformisti.
In questa fase emerge in modo ancora più chiaro la politica di tradimento degli interessi degli sfruttati attuata dai capi socialdemocratici e riformisti, dai vertici sindacali collaborazionisti, che dietro la demagogia del “dialogo sociale” disarmano gli operai, li dividono e li spingono a capitolare.
Ma queste forze che per decenni hanno bivaccato nelle istituzioni borghesi hanno ormai perso ogni credibilità agli occhi dei lavoratori, i quali criticano sempre più la loro incoerenza e debolezza, il loro ruolo di freno delle lotte e di aiuto alle forze reazionarie.
Passi avanti nella lotta contro l’imperialismo e le borghesie nazionali potranno essere compiuti solo sconfiggendo l’opportunismo, infrangendo la passività e la politica scissionista propria della socialdemocrazia, degli opportunisti e delle altre forze scioviniste.
In questo processo di sviluppo della lotta fra le classi sociali masse sempre più ampie di lavoratori sfruttati comprenderanno la realtà dell'imperialismo, abbandoneranno le illusioni riformiste e si convinceranno che è necessaria la rivoluzione sociale del proletariato per passare ad un nuovo e superiore sistema sociale.
Il capitalismo monopolistico, l’imperialismo, è un sistema parassitario e morente, volto unicamente al massimo profitto di una minoranza di sfruttatori, perciò irriformabile. La borghesia sta dimostrando di essere incapace di rimanere a lungo la classe dominante, sta dimostrando che la sua esistenza è sempre più incompatibile con quella della società e della natura.
Il solo modo per mettere fine alle devastanti crisi economiche, alle guerre ingiuste, alla distruzione ambientale, alla corruzione dilagante, ai mali endemici del capitalismo, è l'azione rivoluzionaria per la conquista del potere politico da parte della classe operaia e dei suoi alleati, l'abolizione dei rapporti borghesi di proprietà e la costruzione del socialismo. 
Per questo chiamiamo i migliori elementi del proletariato, i giovani rivoluzionari, a partecipare in ogni paese alla costruzione di autentici partiti della classe operaia, a rafforzare le fila di quelli esistenti, perché il partito comunista basato sul marximo-leninismo è la garanzia sicura per dirigere le lotte del movimento operaio e popolare fino alla vittoria.


Che il 1° Maggio del 2010 sia una giornata di lotta di classe, che si esprima con manifestazioni di strada e scioperi di massa, con un accresciuto significato rivoluzionario!
Rafforziamo la lotta unitaria contro il capitalismo, creiamo e consolidiamo le organizzazioni operaie e popolari, in primo luogo i partiti e le organizzazioni comunisti!
Facciamo pagare la crisi ai monopoli capitalisti, ai ricchi e ai parassiti borghesi che ne sono i responsabili!
Dimostriamo che milioni di lavoratori fanno di nuovo propria la causa della rivoluzione e del socialismo!
Sviluppiamo la solidarietà internazionale dei lavoratori e dei popoli!


Aprile 2010

Leggi tutto...

 

Dichiarazione conclusiva del XV Plenum (2009)

In un clima di fraternità e solidarietà rivoluzionaria si è riunita in Europa la Conferenza Internazionale di Partiti e Organizzazioni Marxisti-Leninisti. Questa riunione, svoltasi nei primi giorni del mese di novembre, ha analizzato lo sviluppo della crisi economica del sistema capitalista e la situazione internazionale e si è conclusa definendo alcuni compiti che i marxisti-leninisti si impegnano ad eseguire in ognuno dei paesi nei quali agiscono.
La crisi economica del sistema capitalista-imperialista è di carattere generale, è frutto della natura del sistema vigente e storicamente non può essere risolta se non si mette fine al sistema che l'ha generata, costruendo al suo posto la società dei lavoratori: il socialismo.
Nonostante quello che annunciano gli analisti e gli economisti borghesi, secondo i quali la crisi ha toccato il fondo e si sta verificando un processo di ripresa economica, i differenti indicatori mostrano che la crisi persiste, che continua ad essere presente con maggiore intensità nelle economie capitaliste più sviluppate così come nei paesi dipendenti. Nelle une e negli altri i lavoratori ed i popoli sono le principali vittime.
Gli espedienti che la borghesia adotta in ogni paese per uscire dalla crisi hanno come elemento comune il proposito di scaricare i suoi effetti sulle spalle dei lavoratori e dei popoli; si mettono in atto piani che combinano mezzi di carattere neoliberista con altri noti come protezionisti ed interventisti che hanno fatto credere in un ritorno del keynesismo. Tutte queste misure cercano di difendere il grande capitale ed i suoi proprietari, i grandi gruppi finanziari ed industriali.
Milioni di operai vanno oggi ad ingrossare le file dei disoccupati, altrettanti contadini hanno dovuto abbandonare le loro terre alla ricerca di cibo, trovando nel migliore dei casi il mondo della migrazione e della sottoccupazione, la povertà e la disperazione.
I lavoratori non sono i responsabili della crisi e non devono pagare le sue conseguenze. Che le paghino le potenze imperialiste, i proprietari delle banche e delle industrie, i padroni del capitale che ne sono i responsabili!
La fame si diffonde in varie zone del mondo, mentre le potenze imperialiste distruggono le economie dei paesi dipendenti, saccheggiano le loro risorse naturali, speculano sui prezzi degli alimenti e delle materie prime, provocando sottosviluppo e stagnazione.
Oggi i giovani affrontano problemi più acuti che nel passato, le difficoltà per trovare un lavoro sono maggiori, così come per proseguire gli studi. Dappertutto cresce il numero dei senza casa, uomini e donne che campano nelle strade e nelle piazze delle città.
Nei paesi imperialisti i governi promuovono azioni e leggi che suscitano la xenofobia e criminalizzano la migrazione, come nel caso della “Direttiva della vergogna” promossa dal Parlamento Europeo. Rivendichiamo il diritto dei migranti a lavorare dove ora vivono e insieme al proletariato di quei paesi gridiamo: “Lavorano qui, vivono qui, rimangono qui!”
La fascistizzazione e l’instaurazione di stati di polizia sono fra i mezzi adottati dal capitale finanziario per affrontare la crisi, assicurare il suo dominio economico e politico e fronteggiare lo scontento dei lavoratori e dei popoli.
Nel contesto della crisi le potenze imperialista cercano saldare i loro conti, acutizzando così il conflitto inter-imperialista ed incrementando il pericolo di guerra. In realtà, la presenza delle loro truppe militari in diverse regioni del pianeta risponde all'intenzione di conquistare nuovi mercati, di giungere a una nuova spartizione del mondo. I popoli non finanzieranno e non parteciperanno a queste guerre!
L’irrefrenabile smania di arricchimento della borghesia internazionale, il proposito dei monopoli di dominare il mercato ed il mondo hanno provocato la distruzione dell'ecosistema, ma ora fanno mostra di escogitare misure di protezione ambientale. Le ricette degli "eco-liberisti" per affrontare questo problema sono una farsa; appoggiamo le mobilitazioni popolari che denunciano gli autentici responsabili della crisi ambientale ed avanzano proposte alternative che mettono in discussione il capitalismo come responsabile diretto di questo disastro.
Lo scontento dei lavoratori e dei popoli di fronte agli effetti della crisi va aumentando e prende la forma di mobilitazioni di massa. Le bandiere fiammeggiano ogni giorno con maggiore forza in tutti i continenti ed in queste battaglie partecipano i marxisti-leninisti, invitando i lavoratori a lottare per farla finita col mondo del capitale.
Assieme a loro combattiamo per mettere fine ai licenziamenti massicci e alla flessibilità lavorativa applicata col lavoro precario; affinché si riduca la giornata lavorativa e si riconoscano due giorni di riposo settimanale senza diminuzione del salario; affinché si stabilisca un salario minimo dignitoso per tutti i settori e si garantiscano indennità che coprano le necessità basilari dei disoccupati; affinché si rispetti e si dia impulso alla contrattazione collettiva e si assicuri l'applicazione dei diritti, particolarmente il diritto al lavoro; affinché i servizi pubblici siano fruiti dai più poveri e non siano privatizzati; affinché siano garantite in modo gratuito salute e educazione; affinché i “sans papier” possano lavorare dove vivono.
Avanziamo queste rivendicazioni di fronte alle conseguenze della crisi del sistema, ma è un imperativo insistere che solo la rivoluzione sociale del proletariato metterà fine ai mali endemici del capitalismo. Coloro che sostengono che è possibile affrontare la crisi e proteggere i diritti dei lavoratori regolando in un modo migliore i rapporti di lavoro o democratizzando le relazioni internazionali mentono! Cercano di tutelare gli interessi dei gruppi imprenditoriali, industriali e finanziari.
Il capitalismo si trova dentro una grande crisi, è certo. La più grave ed acuta crisi economica conosciuta dall'umanità negli ultimi ottanta anni; però, non per questo il capitalismo sta per morire, ha ancora possibilità di risollevarsi. Ma il vigore dei lavoratori e dei popoli sarà ancora maggiore se uniamo le nostre forze per abbatterlo.
I marxisti-leninisti hanno l’impegno di portare alla vittoria la rivoluzione sociale del proletariato; per compiere con successo tale compito lavoriamo per unire tutti quei settori sociali e politici interessati a combattere contro la dominazione e l’oppressione politica e sociale, per conquistare la libertà e l'indipendenza. La storia sarà testimone che potremo farlo.
Novembre 2009

Leggi tutto...

 

Resolución de apoyo al movimiento de protesta en Irán

Apoyamos las legítimas reivindicaciones del pueblo iraní así como su combate progresista por la construcción de un Irán democrático. Es el pueblo iraní, y sólo él quien debe derrocar el dictatorial régimen de Irán.

Leggi tutto...

 

Sobre el desarrollo económico de la crisis y la situación internacional

1.- Lo más relevante desde nuestra última Conferencia ha sido la agudización de la crisis, especialmente en el primer trimestre de 2009 (mucho más aguda que la de 1929), aunque con una relativa atenuación en el segundo. Nuestra Conferencia se encuentra en circunstancias de intensos debates acerca de si la crisis ha tocado fondo o no, y los medios capitalistas discuten sobre qué política y medidas económicas y precauciones tomar. Por lo tanto, para determinar una justa línea para nuestro trabajo de masas, es importante discutir sobre el desarrollo de la crisis y de la economía capitalista, sus muchas implicaciones: económica, política y social; así como las políticas económicas y los ataques que serán realizados por el imperialismo y las clases dominantes bajo estas circunstancias.

Leggi tutto...